Trama
Il
mondo è dominato dalla meraviglia dei motori a vapore e delle
macchine elettriche. La gloria e il lusso appartengono ai ricchi e ai
potenti che lasciano le classi meno abbienti a vivere nella miseria.
In questo miasma di fumo e carbone emergono le menti più brillanti,
siano esse volte al crimine o alla giustizia. Nicholas e Melinda Hoyt
sono due investigatori privati, schierati al servizio della
giustizia, fondatori dell'agenzia "Hoyt Brothers
Investigations". Quando un apparente caso di suicidio porta a
galla frammenti del loro passato, solo una grande dose di fortuna,
intelligenza e vapore potrà far emergere la verità e salvargli al
vita.
Recensione
“Nessun
dettaglio è posto in tal punto a caso… Vi è sempre il destino a
imporre la sua presenza.”
Già,
il destino… noi quanto crediamo nel destino? Come funziona, bè, lo
sappiamo tutti. Eppure quanto siamo consapevoli che gli eventi, siano
essi felici o tristi, possono modellare la nostra vita?
Nicholas
e Melinda l’hanno capito, e da un passato duro sono riusciti a
tirar fuori qualcosa di buono, anzi buonissimo. In primis loro
stessi: due fratelli che nonostante la giovane età hanno preso in
mano le redini della propria vita e, cavalcando il loro fedele
Sidecar, si sono costruiti un futuro ricco di emozioni e di sorprese,
anche se non mancheranno i ricordi dolorosi. Sì, perché per quanto
il destino possa stravolgerti la vita, i ricordi non cambieranno mai.
Voglio
partire col presentare queste due incantevoli creature, molto diverse
tra loro pur riuscendo a formare un mix perfetto, nate dalla fantasia
di Alastor e Mely.
Lei,
Melinda, un personaggio femminile che personalmente ho adorato, una
ragazza cresciuta troppo in fretta e con una ferita che la accompagna
dall’infanzia e che non si rimargina, un maschiaccio sotto forma di
tipetto peperino che con la sua parlantina non perde l’occasione di
punzecchiare tutti quelli che le capitano a tiro.
“Era
una ragazza riflessiva, una grande osservatrice. La sua allenata
fovea poteva cogliere piccolissime imperfezioni anche solo con uno
sguardo distratto.”
Lui,
Nicholas, amante della bella vita, debole nei confronti del sesso
femminile e in balia dei pensieri che non teme di nascondere. L’unico
a saper gestire lo tsunami di sua sorella.
“Nicholas,
invece, era un matematico. […] calcolava le probabilità,
confrontava quelle che all’apparenza erano mere coincidenze ed era
in grado di trarne un risultato certo.”
Insieme
sono gli investigatori perfetti: state pur certi che se prendono a
cuore un caso, niente e nessuno li fermerà finché non avranno
raggiunto la soluzione.
Ed
è proprio a causa della loro curiosità viscerale che si imbattono
nell’omicidio di Lord Bamminton e, di conseguenza, nel capitano
Morris, che contrariamente a loro si ferma ad esaminare la superficie
e ad archiviare i casi con molta semplicità.
Inizia
così la vera essenza di “SteamBros Investigations”. Ovviamente
non posso raccontare altro sulla trama, non posso rischiare di
svelare i loro ragionamenti, le loro indagini e la goduria di
arrivare alla fine cercando di risolvere il caso insieme a loro…
Posso
però parlarvi di quello che è il contorno della storia, ovvero lo
Steampunk. É ambientato nell’epoca Vittoriana, con l’aggiunta di
meccanismi elettrici o a vapore. Immaginate di trovarvi in un periodo
ristretto a livello tecnologico, e piazzateci gli oggetti più
impensabili per risolvere alcune problematiche e rendere più agevole
la vita. Per quanto possa essere assurdo risulta dannatamente reale:
gli autori riescono a descrivere gli oggetti con una semplicità tale
da farvi desiderare di poterli tenere tra le mani, di poterli
immaginare e dar fondo alla fantasia potendoli ricreare.
Ovviamente
il primo capitolo di questa serie è del tutto introduttivo al genere
Steampunk, ci sono piccoli accorgimenti studiati per non far
catapultare il lettore con un salto nel vuoto in questo nuovo mondo,
altrimenti si rischierebbe di creare confusione.
“La
porta era montata su due guide a cui erano fissati pistoni idraulici
che avevano il compito di aprirla e chiuderla. Al posto della toppa
vi era un meccanismo che, azionato grazie alla chiave, faceva partire
il motore a vapore che dava energia a tutto.”
Scritto
in maniera impeccabile con una terminologia adatta al periodo storico
e ai personaggi, con un pizzico di ironia che male non fa, SteamBros
vi stupirà per la leggerezza e la fluidità con cui lo leggerete.
Detto
ciò, non mi resta altro da fare che consigliarvi appassionatamente
di farvi guidare da Alastor e Mely in questa nuova avventura perché
vi assicuro che li amerete a tal punto da non desiderare altro se non
di averli per amici e vivere nella realtà Steampunk da loro
descritta.
Bravi
ragazzi, scrivete in fretta il secondo romanzo perché ho bisogno di
viaggiare ancora sul Sidecar di Nicholas e Melinda!
Voto: 💥💥💥💥💥


