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mercoledì 23 agosto 2017





In attesa del film di Luc Besson, l'autrice Christie Golden ha scritto, appoggiata dalla casa editrice Sperling & Krupfer, il romanzo tratto dalla serie a fumetti di Pierre Christin, che ha ispirato la trasposizione cinematografica. Verrà pubblicato il 5 settembre 2017, a pochi giorni dall'uscita del film in tutte le sale italiane.

Trama


Ventottesimo secolo.  Agenti speciali incaricati di mantenere l'ordine nei territori umani, Valerian e Laureline formano una squadra affiatata: da due anni lavorano fianco a fianco nelle missioni che li portano da una parte all'altra dell'universo. Valerian, seduttore incallito, non perde occasione per tentare di conquistare Laureline, ma finora questa è l'unica impresa in cui abbia fallito. Mente brillante ma ragazza all'antica, lei sembra immune al fascino del collega, al quale le altre donne non sanno invece resistere. Mentre il gioco di seduzione tiene viva la loro intesa, arriva la missione più importante e più insidiosa di sempre.Destinazione: Alpha, la "Città dei mille pianeti": la stazione spaziale più grande di tutto l'universo conosciuto, con i suoi trenta milioni di abitanti. Una metropoli in continua espansione dove, nel corso dei secoli, si sono raccolte praticamente tutte le specie viventi, convergendo lì per condividere conoscenze, abilità, culture, in nome della pace e del progresso. Ma ora una forza oscura minaccia quell'armonia. Un mistero nascosto prorpio nel cuore di Alpha, che Valerian e Laureline dovranno identificare e annientare. In una frenitica corsa contro il tempo per salvare non solo l'esistenza della Città dei mille pianeti, ma anche il futuro dell'intero universo. 

venerdì 7 aprile 2017

Recensione: "SteamBros Investigations - L'armonia dell'imperfetto di Alastor Maverick e L.A. Mely



Trama

Il mondo è dominato dalla meraviglia dei motori a vapore e delle macchine elettriche. La gloria e il lusso appartengono ai ricchi e ai potenti che lasciano le classi meno abbienti a vivere nella miseria. In questo miasma di fumo e carbone emergono le menti più brillanti, siano esse volte al crimine o alla giustizia. Nicholas e Melinda Hoyt sono due investigatori privati, schierati al servizio della giustizia, fondatori dell'agenzia "Hoyt Brothers Investigations". Quando un apparente caso di suicidio porta a galla frammenti del loro passato, solo una grande dose di fortuna, intelligenza e vapore potrà far emergere la verità e salvargli al vita.


Recensione

Nessun dettaglio è posto in tal punto a caso… Vi è sempre il destino a imporre la sua presenza.”

Già, il destino… noi quanto crediamo nel destino? Come funziona, bè, lo sappiamo tutti. Eppure quanto siamo consapevoli che gli eventi, siano essi felici o tristi, possono modellare la nostra vita?
Nicholas e Melinda l’hanno capito, e da un passato duro sono riusciti a tirar fuori qualcosa di buono, anzi buonissimo. In primis loro stessi: due fratelli che nonostante la giovane età hanno preso in mano le redini della propria vita e, cavalcando il loro fedele Sidecar, si sono costruiti un futuro ricco di emozioni e di sorprese, anche se non mancheranno i ricordi dolorosi. Sì, perché per quanto il destino possa stravolgerti la vita, i ricordi non cambieranno mai.
Voglio partire col presentare queste due incantevoli creature, molto diverse tra loro pur riuscendo a formare un mix perfetto, nate dalla fantasia di Alastor e Mely.
Lei, Melinda, un personaggio femminile che personalmente ho adorato, una ragazza cresciuta troppo in fretta e con una ferita che la accompagna dall’infanzia e che non si rimargina, un maschiaccio sotto forma di tipetto peperino che con la sua parlantina non perde l’occasione di punzecchiare tutti quelli che le capitano a tiro.

Era una ragazza riflessiva, una grande osservatrice. La sua allenata fovea poteva cogliere piccolissime imperfezioni anche solo con uno sguardo distratto.”

Lui, Nicholas, amante della bella vita, debole nei confronti del sesso femminile e in balia dei pensieri che non teme di nascondere. L’unico a saper gestire lo tsunami di sua sorella.

Nicholas, invece, era un matematico. […] calcolava le probabilità, confrontava quelle che all’apparenza erano mere coincidenze ed era in grado di trarne un risultato certo.”

Insieme sono gli investigatori perfetti: state pur certi che se prendono a cuore un caso, niente e nessuno li fermerà finché non avranno raggiunto la soluzione.
Ed è proprio a causa della loro curiosità viscerale che si imbattono nell’omicidio di Lord Bamminton e, di conseguenza, nel capitano Morris, che contrariamente a loro si ferma ad esaminare la superficie e ad archiviare i casi con molta semplicità.
Inizia così la vera essenza di “SteamBros Investigations”. Ovviamente non posso raccontare altro sulla trama, non posso rischiare di svelare i loro ragionamenti, le loro indagini e la goduria di arrivare alla fine cercando di risolvere il caso insieme a loro…
Posso però parlarvi di quello che è il contorno della storia, ovvero lo Steampunk. É ambientato nell’epoca Vittoriana, con l’aggiunta di meccanismi elettrici o a vapore. Immaginate di trovarvi in un periodo ristretto a livello tecnologico, e piazzateci gli oggetti più impensabili per risolvere alcune problematiche e rendere più agevole la vita. Per quanto possa essere assurdo risulta dannatamente reale: gli autori riescono a descrivere gli oggetti con una semplicità tale da farvi desiderare di poterli tenere tra le mani, di poterli immaginare e dar fondo alla fantasia potendoli ricreare.
Ovviamente il primo capitolo di questa serie è del tutto introduttivo al genere Steampunk, ci sono piccoli accorgimenti studiati per non far catapultare il lettore con un salto nel vuoto in questo nuovo mondo, altrimenti si rischierebbe di creare confusione.

La porta era montata su due guide a cui erano fissati pistoni idraulici che avevano il compito di aprirla e chiuderla. Al posto della toppa vi era un meccanismo che, azionato grazie alla chiave, faceva partire il motore a vapore che dava energia a tutto.”

Scritto in maniera impeccabile con una terminologia adatta al periodo storico e ai personaggi, con un pizzico di ironia che male non fa, SteamBros vi stupirà per la leggerezza e la fluidità con cui lo leggerete.
Detto ciò, non mi resta altro da fare che consigliarvi appassionatamente di farvi guidare da Alastor e Mely in questa nuova avventura perché vi assicuro che li amerete a tal punto da non desiderare altro se non di averli per amici e vivere nella realtà Steampunk da loro descritta.

Bravi ragazzi, scrivete in fretta il secondo romanzo perché ho bisogno di viaggiare ancora sul Sidecar di Nicholas e Melinda!  



Voto: 💥💥💥💥💥

domenica 2 aprile 2017

Recensione: "Verso le luci del Nord" di Alessia Savi


Trama

Sono passati vent’anni dal giorno del Grande Bagliore. Dave Higgles e Tamara Willson sono in viaggio verso Nord: la protezione che permette a Tamara di sfuggire a Barbero, Generale dell’Ira dei Sette Stati Infernali, si sta indebolendo. Quello che li aspetta al Monastero di Newberry Spring è qualcosa di più di un semplice caso di possessione e Sorella Magdalene viene esorcizzata dopo una violenta lotta. Dave e Tamara si rimettono in viaggio: raggiungere le Luci del Nord e liberarsi del Generale significa tornare a essere liberi. Magdalene, quando scopre la loro destinazione, non si fa scrupoli e li segue, decisa a ritrovare sua madre. La convivenza durante il viaggio tra le città-stato degli USA è difficile e i casi soprannaturali da risolvere si fanno sempre più pericolosi. Una bambina bionda popola i sogni di Magdalene, tra canti yoruba e suoni di tamburi lontani. Piange. Grida. E invoca aiuto. New Orleans li chiama. In un mondo in cui il Grande Bagliore ha spazzato via ogni cosa, la libertà sembra l’unico bene per cui valga la pena lottare. 

Recensione

Questo libro è una gran figata (passatemi il termine)! Un mix letale di generi che spaziano dal distopico al fantasy passando per l’horror. Insomma, non è il classico romanzo.
“…l’unica certezza che avevano era quella dell’istante in cui si aveva la possibilità di respirare una volta ancora.”

Un viaggio on the road, con una vecchia macchina, attraversando quel che rimane degli Stati Uniti d’America. Sì, perché l’ordine della Terra è stato sconvolto dal Grande Bagliore. Niente catastrofi naturali, semplicemente si sono scatenati tutti i demoni dell’inferno, che ora camminano tra gli esseri umani. E non sono i demoni a cui siamo abituati a pensare, i cosiddetti mostri, sono entità che si impossessano del corpo e della mente di alcune persone, diciamo “fragili”.
Bene, in tutto questo contesto, tra ambienti primordiali bui e inquietanti, ci sono due ragazzi: Tamara detta Tam e Dave. Sono riusciti a sopravvivere all’apocalisse spostandosi in continuazione, non avendo una fissa dimora e fidandosi l’uno dell’altra, sempre. Tam, un passato difficile con un potere straordinario, ma fonte di problemi, è una ragazza estremamente forte, coraggiosa, diffidente (molto) e con un gran cuore, seppellito nei meandri delle sue paure.

Gli uomini avevano paura del buio e della notte, come nel Medioevo. Tutti avevano paura di ciò che le tenebre nascondevano ma lei camminava accanto ai fantasmi che parlavano incessantemente. Avevo smesso di avere paura di qualsiasi cosa: non sarebbe mai stata sola.”

Dave è Dave. Anche lui con un passato non proprio felice dovuto a un padre-padrone che lo faceva sentire inutile e privo di carattere. Vive per un’unica cosa o, meglio, persona: Tam. In lei vede l’ingenuità della ragazzina sperduta, di una giovane donna con tante, troppe storie da raccontare e sa che dovrà proteggerla a ogni costo, dovesse costargli un braccio o persino la vita.
Tam e Dave sono cacciatori, e molto famosi. Cacciare i demoni significa trovare il luogo dove si trovano, scovare l’ospite, eseguire un esorcismo e sperare che vada tutto bene, riuscendo a salvare l’anima della persona vittima della possessione. Loro ci riescono quasi sempre e quel quasi è una nota dolente nella vita di Dave. Nel loro viaggio si imbattono in Magdalene, Maddie, una ragazza costretta dal padre a prendere i voti, rinchiusa in un convento dove prega tutto il giorno. Tutta la sua vita gira attorno a Dio, ha una fede potente e, per lei, Lui è l’unico essere degno di una vita di sacrifici.
Tutto questo però la rende molto ingenua, la porta a fidarsi ciecamente delle sue consorelle anche quando la sua migliore amica, Ancilla, cerca in tutti i modi di esortarla a non dare retta alle suore. Così, le sue amate sorelle si trasformeranno nel suo aguzzino; in un mondo dove Dio sembra essere scomparso, le suore non possono fare altro che scendere a patti con il demonio, usando Maddie.
Tam e Dave si fanno carico della giovane e proseguono il loro viaggio verso le “luci del nord” che nessuno sa bene cosa siano; sono un po’ come la speranza di una vita normale, come un’àncora che tiene la nave esattamente dov’è, anche in mezzo alla tempesta, e i nostri amici si affidano totalmente a questa meta, ma la strada non sarà tutta dritta e in discesa…
Il nostro trio dovrà fare un’altra tappa, prima di potersi fermare definitivamente: New Orleans, una della città più cupe e devastate di tutta l’America, ma anche una delle più popolate, che è inoltre il centro della storia.

Nasce tutto a New Orleans, di questo siamo certi. Quella città è votata alla santeria e Dio ce ne liberi quanto prima. O li tenga il più lontano possibile da noi e dalle nostre case.”

Qui conosciamo tantissimi altri personaggi, chi più importante e chi meno, ma sono tutti sulla stessa barca, tutti vogliono la stessa cosa: sopravvivere. Demoni, Stregoni, Anime erranti, Sciamani… chi si affida al Maligno, chi al Divino, chi combatte e chi soccombe, chi vive e chi muore. Il tutto in un insieme di lotte magiche, inquietanti, per scoprire… vi piacerebbe, eh!
È proprio questo il bello del libro, c’è un mondo dietro; quando pensi di aver capito la storia, l’autrice ci piazza il colpo di scena e non ti resta che proseguire nella lettura per trovare risposte a tutte le domande che nascono e, credetemi, saranno tante.
Si meriterebbe veramente 5 stelline, se non fosse per il fatto che ho riscontrato alcuni errori di grammatica e che, a tratti, ho trovato difficoltoso il cambio di focalizzazione del personaggio nella narrazione che è in terza persona.
Per il resto, Alessia, ha creato qualcosa di unico nel suo genere.
Verso le luci del Nord” non è adatto a tutti: ci sono scene violente (non a livello sessuale), tratta la religione e la fede. Se siete particolarmente sensibili a questi argomenti, non leggetelo.

La gamba cedette. Il rumore dell’osso tranciato in due risuonò secco e deciso lungo le navate deserte. Non sentì dolore, né la sua bocca emise un grido. Se non fosse stato per la presa che i rettili avevano su di lei, mollemente adagiati ai suoi piedi in un piedistallo di carne e squame, sarebbe caduta all’indietro. Uno dei due risalì rapido lungo il suo addome. La carne molle le scivolava addosso, gelida.”

Ma se, al contrario, siete di mentalità aperta e non vi spaventano i dubbi che potrebbero insinuarsi nella vostra mente, questo è il libro perfetto.

Per la prima volta, pensò a quanto Dio potesse essere crudele, se si dubitava di lui.”



Voto: 💥💥💥💥

Fonte: Romanticamente Fantasy

Recensione: "Dire Wolf" di Raffaella Grandi



Trama

A soli diciassette anni, Elisa sa bene di non passare inosservata. Piuttosto alta, carnagione chiara e vellutata, lunghi capelli scuri, ogni giorno apre i suoi diffidenti occhi da cerbiatta su un mondo che non le pare più lo stesso, da quando ha capito di essere diversa da chiunque altro. La sua vita fin troppo serena e tranquilla, è infatti da poco stata sconvolta dalla scoperta di avere il “dono” di vivere gli ultimi momenti di vita di persone che stanno per morire in un posto non lontano da lei. L’angoscia di non essere mai riuscita a salvare le vittime pesa enormemente sulla coscienza della giovane ragazza, che comincia a porsi parecchie domande. Da cosa deriva questo “dono”? Ma, soprattutto, chi è veramente lei? Cosa la rende tanto diversa dalle altre ragazze della sua età? Grazie all’amico di sempre Sam e ai luoghi della sua infanzia, la protagonista proverà a ripercorrere la storia d’amore dei suoi genitori per tentare di capire le sue origini, ma strada facendo scoprirà ben presto che le persone che ama di più le hanno nascosto molte cose… Soprattutto una realtà che di “reale” ha poco o niente.

Recensione

Come è possibile che due anime vagassero l’una alla disperata ricerca dell’altra e improvvisamente si riconoscessero in due corpi definiti al primo tocco?”

Dire Wolf è stata una piacevole scoperta. Da tempo non leggevo libri che trattassero di licantropi e, per questo motivo, era adagiato comodamente nell’ereader da un po’.
Il romanzo racconta le vicende di Elisa, diciassettenne un po’ “anomala”, solitaria e che combatte da tutta la vita con una sorta di Toxoplasmosi, o almeno così crede lei.
Da sempre accompagnata da una sorta di dono che le crea non pochi problemi, riesce a percepire con pochissimo anticipo la morte delle persone e, attraverso i loro occhi, vive l’evento come se a morire fosse lei. Un grosso peso, dunque, anche perché lei è impotente, non riuscendo a salvare i malcapitati.
La sua vita cambia radicalmente quando scopre che nei suoi geni c’è effettivamente qualcosa di diverso, ma sicuramente non è una malattia!
Lei ha il genoma W che appartiene alle donne discendenti dalla razza dei licantropi. E cosa può esserci di così tragico? Niente, a parte il fatto che finora ne è sempre stata tenuta all’oscuro dai suoi familiari e dagli amici più cari. Le hanno nascosto tutto, dalla sua nascita alla sua malattia, dalle sue stranezze ai suoi poteri: niente di peggio può capitare a una giovane adolescente.

Adesso avevo due sole certezze. La prima era che quasi niente era come appariva. La seconda era che la linea di demarcazione fra il bene e il male era così sottile e impalpabile da lasciare che l’uno si perdesse nell’altro, togliendomi così la rassicurante certezza di fare sempre la cosa più giusta e mettendo in dubbio tutto e tutti. Persino l’affetto delle persone che mi erano più care.”

Nella vita di Elisa fa parte Sam, un ragazzone prestante, di sicuri valori, da sempre innamorato di lei. Amore corrisposto, ma ovviamente tenuto segreto da entrambi.

So leggere nel suo sguardo quando è arrabbiata, quando è preoccupata, quando si sta preparando a tagliarmi le gambe con una battuta sarcastica, quando sta per crollare…”

Un bel giorno accade l’irreparabile: durante una visione, vede la morte di un uomo a causa di un grosso lupo nero e con un occhio solo, il Dire Wolf. Un essere spregevole, sadico, antico quanto il mondo, che ama nutrirsi di umani e lo fa in un modo abbastanza atroce.

Perché era me che Lui voleva…”

Inutile dirvi che da qui in avanti ci saranno tantissime scoperte, si conosceranno drammi, avventure e soprattutto la verità assoluta. Non posso raccontarvi di più perché la trama non lascia trapelare molto e di conseguenza non voglio rovinarvi la sorpresa.
Il romanzo, per una buona parte, è tutto incentrato sulla lenta scoperta di questa nuova vita e noi siamo pienamente coinvolti in tutti i risvolti e i drammi vissuti dalla protagonista. Siamo con lei quando si sente tradita dalle persone più care e quando capisce i sentimenti nei confronti di Sam; poi ancora quando incontra nuovi personaggi, uno su tutti Stephen, un lontano cugino che si rivelerà essere fondamentale per la sua esistenza; e infine siamo con lei quando combatte e affronta le sue paure più profonde. Insomma, l’autrice in questo è dannatamente brava. Non mancano persino le descrizioni minuziose degli scontri.
Una cosa però devo dirla: io sono una persona che adora il fantasy in tutte le sue sfumature e generalmente non amo leggere di drammi familiari perché la vita è già stata fin troppo dura con me, quindi quando leggo tendo a scappare dalla realtà e dai pensieri. Ciò non significa che sia una persona glaciale o che non comprenda le dinamiche della vita.
Credo che in questo romanzo l’autrice abbia voluto lasciare un segno nei suoi lettori, partendo dal tema dell’abbandono paterno con tutte le sensazioni che questo suscita in un figlio: dal senso di perdita al sentirsi indesiderato, non capendo il motivo di un tale atto, fino al pensiero costantemente rivolto al proprio genitore, nonostante le ferite che la sua scelta ha provocato, sperando che un giorno lui si presenti chiedendo scusa. Speranza che lascia il tempo che trova, ovviamente. Si passa poi alla riflessione su un uomo che padre biologico non è, ma che ha fatto di tutto affinché potesse essere presente per una ragazza che ha cresciuto come se fosse sua figlia.

Sai, quando è nata Ely, io ero così felice che fosse nato un esserino tanto dolce e vitale che avrebbe me e soltanto me come padre. So che è stato orribile anche solo averlo pensato per una frazione di secondo, me ne rendo conto… Eppure è stato bello, per un attimo, pensare che qualcuno potesse amarmi veramente, non essere una scelta di ripiego.”


Mi sono sempre trovata dall’altra parte della barricata senza mai chiedermi quali pensieri potessero passare per la testa di colui che, pur non essendo sangue del tuo sangue, non ti fa mai sentire diversa da lui. Ed è terribilmente emozionante. Ecco, ora penserete che io sia, diciamo un po’ troppo emotiva, ed è vero, lo sono un bel po’, ma non posso fare a meno di scriverlo perché, al di là della storia, un libro deve trasmettere emozioni. Poco importa che siano belle o brutte. A me ne ha trasmesse tante. Perciò non posso far altro che ringraziare Raffaella e consigliare assolutamente la sua opera. Un po’ folle, piena di persone che si amano e di lupi che…. sono lupi con la L maiuscola!


Voto: 💥💥💥💥💥

Fonte: Romanticamente Fantasy

mercoledì 22 marzo 2017

Recensione: "Una Scintilla nell'Oscurità" di Emanuela Riva




Trama

Emma Sullivan è una ragazza semplice, altruista e molto testarda, che vive con suo fratello maggiore a Baselga, un paesino del Trentino. Insieme cercano di superare lo shock della perdita dei genitori, Amelia e Christopher, uccisi due anni prima da due rapinatori. In seguito alla loro morte, la ragazza inizia a soffrire di incubi ricorrenti. Un giorno Emma si reca al centro commerciale insieme alle sue migliori amiche e incontra Adam, un uomo arrogante e bellissimo, destinato a cambiarle per sempre la vita. Ma dietro quel volto bello e fiero si nasconde una creatura mitologica, creata da Dio in epoche lontane. Ben presto per Emma le cose si metteranno male, soprattutto quando si imbatterà nel vescovo Francesco Doria e il suo aiutante don Carlos, finendo coinvolta nella più antica delle faide: la lotta tra il bene e il male.
Poteva un amore consumarti a tal punto, da non poter più continuare a vivere senza la persona che amavi? Avrei sacrificato la mia stessa vita, se quello era il prezzo per riportarlo indietro dalle tenebre.

Recensione

[…] una bambina gioiosa stava inseguendo delle farfalle con il retino in mano. Era riuscita a prenderne una. Contenta, la prese in mano, ma la farfalla si dimenò e subito dopo morì. La bambina, capendo cosa avesse fatto, si mise a piangere e il suo corpo incominciò lievemente a brillare. Nella mano della bimba la farfalla che poco prima giaceva morta aveva mosso le ali per poi volare alta nel cielo.”

Questa è la storia di Emma e Jason, ma anche di Vincenzo, Alexandra, Miriam e Mia.
È la storia del vescovo Doria e della sua setta di psicopatici, ma soprattutto è la storia di Adam, il cui nome non è casuale…
Emma e Jason sono fratelli con un triste passato che, ogni giorno, bussa alla loro porta, conducendo con sé malinconia e sogni infranti. La perdita dei genitori non è facile da sostenere per i due orfani, ma quel vuoto può essere colmato da persone che stanno loro accanto, creando una nuova famiglia: gli amici, quelli veri. La vita di Emma scorre abbastanza serena, tra un po’ di shopping, il lavoro in un negozietto e le uscite con le amiche finché, un giorno, si imbatte in Adam, un ragazzo dall’aria misteriosa e minacciosa, e, tra uno sguardo in tralice e un ghigno, lui inizierà a far parte della vita di Emma.
Adam è un vampiro e la cosa che ho apprezzato tantissimo, che mi ha ha fatto fare le ore piccole, e mi ha fatto desiderare di avere il seguito tra le mani, è che la figura di Adam non è il solito stereotipo. Negli ultimi tempi, spesso, i vampiri sono tali perché trasformati in fin di vita, altre per passatempo oppure per mano del destino. Ma se fossero più antichi del mondo? Se fossero nati prima della storia raccontata dalla Bibbia? Se Dio avesse scelto loro a sua immagine e somiglianza al posto di Adamo ed Eva? Ecco. Ecco la cosa originale che, fino a oggi, non ho mai incontrato.
E, per una volta, non sono loro a brillare, ma una semplice essere umana: nelle vene di Emma scorre un sangue puro, magico, in grado di curare tutte le malattie del mondo e ciò, naturalmente, comporta che ci siano dei cattivi. L’antagonista, in questo caso, è Doria, un vescovo che ben poco ha in comune con il ruolo che gli compete: è spregevole, viscido e blasfemo, un orrore che purtroppo, al giorno d’oggi, talvolta vediamo anche nella quotidianità; un vescovo che vuole creare un esercito di cannibali per ottenere l’immortalità.
Adam e Doria sono eterni rivali, ora più che mai dato che in gioco c’è la vita di Emma.
Adam è spietato tanto quanto è in grado di amare. Un momento è l’uomo più dolce e premuroso del mondo, in quello successivo è la crudeltà fatta persona…

Sbagliato, siamo tutti peccatori in questo mondo. E poi avevo un leggero languorino.” Si passò la lingua intorno alle labbra imbrattate di sangue. Doria fece una smorfia di disapprovazione e Adam lo ammonì: “Suvvia padre, assolvi i miei peccatucci e io sarò salvato!.” Scoppiò a ridere fragorosamente e si fece il segno della croce. “Io ti assolvo figliolo, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Vai in pace.” lo schernì ridendo ancora più forte.”

Emma brilla e per Adam è la sua personale scintilla nell’oscurità, colei che è riuscita a fargli battere nuovamente il cuore e che, con la sua forza d’animo, il suo coraggio e la sua testardaggine, lo salverà più di una volta, dagli altri e da se stesso.

Ho camminato millenni con il cuore in silenzio, come se il mondo appartenesse a un altro. Poi ti ho incontrata… Io voglio amarti, non resisterti, e fino a quando avrò fiato in corpo continuerò ad insistere, perché solo quando sono con te io posso credere ancora di esistere”

Una scintilla nell’oscurità” ha, come dicevo prima, una trama molto originale, anche se, ogni tanto, mi ha ricordato “Twilight”, non tanto per i personaggi che sono totalmente differenti, quanto per le situazioni in cui si trovano. Ugualmente è un romanzo non impeccabile: si nota in modo chiaro come questa sia la prima opera dell’autrice, anche a causa di un uso eccessivamente elastico della punteggiatura, cosa che rende la lettura poco fluida. Ho trovato un po’ pesante la descrizione di alcuni dettagli, cosa che, però, è compensata dalle scene d’azione e dalle sensazioni che lo scritto riesce a evocare e che sono in grado di immergere il lettore nella vita dei protagonisti. Tutte queste sbavature, tuttavia, passano assolutamente in secondo piano di fronte alla storia centrale che, invece, merita tantissimo: riderete, piangerete, proverete rabbia e gioia. Perciò, non mi resta altro da fare che consigliare di tuffarvi in questa avvincente avventura, che vi farà dubitare di quello che avete sempre pensato sulla natura dei vampiri e, soprattutto, vi farà pensare a un Adamo parecchio differente da quello conosciuto finora…

Voto: 💥💥💥💥

Fonte: Romanticamente Fantasy





Recensione: "Ritorno da te" di Jennifer L. Armentrout (Wicked #2)




Trama

Tu credi di avermi salvato, invece hai scritto la mia condanna…
Devo proteggere il mio segreto.
Ivy Morgan pensava di avere tutto sotto controllo, di aver eretto una barriera impenetrabile tra sé e il resto del mondo. Ma le sue difese sono crollate nel momento in cui ha incontrato Ren Owens. Coi suoi profondi occhi verdi e il sorriso da sbruffone, Ren ha fatto breccia nel cuore di Ivy, conquistandosi la sua fiducia. Anche perché, con lui, Ivy può finalmente condividere ogni aspetto della sua vita: Ren infatti è membro dello stesso, antichissimo Ordine di cui fa parte lei, perciò capisce bene cosa voglia dire passare le giornate fingendo di essere una ragazza come tante e le notti a combattere contro il Male che si cela tra le strade di New Orleans. Però tutto cambia quando Ivy scopre un segreto sulle origini della sua famiglia, un segreto che non può rivelare a nessuno, neppure a Ren. Perché, se lui ne venisse a conoscenza, dovrebbe ucciderla. Ben presto, quindi, Ivy sarà costretta a fare una dolorosa scelta: mentire all’uomo che ama e mettere in pericolo tutto ciò per cui hanno lottato insieme, o sacrificare se stessa per la salvezza del mondo intero…



Recensione

Ritorno da te” è l’ennesima prova che, mannaggia la miseria, prima di prenotare una recensione, devo ricordarmi di leggere il libro… Invece mi son fatta fregare un’altra volta. Uff… Vi starete chiedendo il perché ed io vi rispondo subito: è il dannatissimo secondo volume della saga Wicked e, mannaggia la miseria (sì, di nuovo), come tutti i seguiti, è ‘na tragedia; ha una trama ricca di colpi di scena, straziante (prima o poi qualcuno mi dovrà spiegare perché il romanzo centrale di una trilogia, deve sempre essere così triste) e tremendamente fantastica.
Ok, sono pronta, forse.
Ivy è una mezzosangue, per metà umana e per metà Fae; uno potrebbe pensare: uauuu che figata! E invece, no! Non lo è quando ci s’innamora di un ragazzone che per dovere di nascita, deve ucciderti. Vi presento Ren, alias figo da paura, nonché uomo ligio al compito che gli spetta.
Li abbiamo lasciati dopo un’estenuante lotta contro il Principe dell’altro mondo, il cui unico scopo è di trovare una mezzo sangue per “piantare il suo seme e dar vita al bambino dell’apocalisse” (parole sue, eh…). Così inizia una caccia alla donna, Ivy, che non sarà per niente facile dato che, nonostante il potere del principe di poter soggiogare le persone e piegarle al suo volere, per grazia ricevuta, non può ordinare a Ivy di concedersi al fattaccio. Nel frattempo c’è Ren, che veglia su di lei, senza sapere cosa lei sia. Ed è così che nelle prime pagine del libro siamo completamente in balia di una Ivy piena di sensi colpa e di indecisione sulla scelta di mantenere il segreto oppure rivelarlo consapevole che, probabilmente, il suo compagno non vorrà più avere niente a che fare con lei.

Lo amavo. Dio, lo amavo più delle praline e dei bignè, il che era davvero estremo, considerato che la mia passione per i dolci rivaleggiava con le storie d’amore più epiche.”

L’Armentrout in quanto a ironia non si spreca, ed è una delle cose che più mi piace di lei: il suo essere tremendamente profonda e ugualmente fresca e divertente.
Ivy mi è sempre piaciuta come personaggio, è una ragazza sicura di sé, coraggiosa e determinata a portare avanti i suoi piani nonostante la mettano costantemente in pericolo di vita, ma lo fa comunque, perché l’esistenza delle persone che ama viene sempre al primo posto.
Così quando capisce che l’unico modo per salvare il suo amato è di sottostare al volere del Principe Drake, non ci pensa due volte, con la speranza di riuscire a trovare una soluzione che la riporti a casa sana e salva e soprattutto senza un bimbo in grembo.
Il principe è molto simile a Ivy, con giusto una puntina di crudeltà in più, determinato a far crollare il mondo degli umani prendendone possesso. Ha una personalità forte, è scaltro e machiavellico, non si fa scrupoli a uccidere i comuni mortali e lo fa con una semplicità folle.

Però dovresti sapere che in meno di cinque secondi potrei uccidere una ventina di questi umani e nutrirmi degli altri, facendo credere che sia stata la ragazzina dai capelli rossi ad ammazzare tutti questi innocenti.” La sua voce si fece ancora più bassa quando si allungò verso di me, e un soffio d’aria gelida mi sfiorò la guancia: “Se ti neghi a me, avrai quelle morti sulla coscienza, mio piccolo uccellino”.

Ora voglio parlare del mio personaggio preferito: Campanellino. Se in “Lontano da te” ha avuto un ruolo marginale, in “Ritorno da te” diventa molto importante. Questo piccolo folletto, preda di shopping ossessivo compulsivo su Amazon e fan di The Walking dead e Supernatural, nasconde un segreto che più di una volta salverà le chiappe ai nostri amici. In pochi centimetri di altezza si nasconde la forza di un leone e la saggezza di un gufo oltre ad adorare Ivy più della sua stessa vita.

Nessuno deve scoprire cosa sei.” Gli lanciai un’occhiataccia. “Ma dai? Stavo giusto pensando di aggiornare il mio profilo Facebook su “mezzosangue”.” Lui inclinò la testa biondo platino. “Ivy, tu non hai un profilo Facebook.” Sospirai. Ovviamente proseguì: “Ti ho cercata. Volevo aggiungerti agli amici per mandarti un poke e, sì, lo so che i poke non si mandano più, ma secondo me sono fantastici per esprimere uno…”

Lo adoro.
Bene, mi sono ripromessa di riuscire a scrivere questa recensione senza spoiler (e, credetemi, non è stato per niente facile) per questo deve finire qui, anche se di cose da dire ce ne sono tante: tutto quello che cercate, fidatevi, lo troverete.
È un libro cazzuto (passatemi il termine), forse più degli altri nati dalla mente di Jennifer Ammore Mio L. Armentrout. Concludo dicendo che spero vivamente che la Nord pubblichi il più velocemente possibile il seguito perché, come sempre, i personaggi e le storie creati da lei ti restano nel cuore.


Il male della peggior specie si era annidato dentro la bellezza più familiare.”

Voto: 💥💥💥💥💥

Fonte: Romanticamente Fantasy

Recensione: "Il Ribelle" di Elena Bertani e Elisabetta Tadiello (Lupi di Sangue #1.5)




Trama

Una notte, mentre il mondo all’esterno continua imperterrito la sua folle corsa, il tempo si ferma tra le lenzuola disordinate di una camera da letto al The Night. Riley è riuscito ad allontanarsi dal suo passato traumatico ed ora è pronto a rivelare tutti i suoi segreti ad Anastasia, la sua anima gemella che è diventata tutta la sua vita. Passato e presente si alternano, svelando come il licantropo, creato per essere un ribelle, sia diventato un uomo che ha cambiato il proprio destino.

Recensione

Ogni volta che non rispetterai un ordine, verrai legato a questo palo.” La voce di Ian è un sussurro accanto al mio orecchio. “A costo di strapparti tutta la pelle dalle ossa, riuscirò a plasmare la tua mente. Presto, non farai altro che leccarmi le suole delle scarpe.”

Ecco, questo è ciò che è successo a Riley. Ne il “Il sangue della Luna” lo abbiamo conosciuto, io l’ho amato e l’ho odiato, mi sono chiesta spesso cosa si nascondesse dietro a quel suo carattere ombroso, dietro alla sua durezza, alla sua forza ma anche alle sue insicurezze, e a quella paura di non poter più essere amato e di non riuscire ad amare a sua volta.
È un passato crudo, che strazia l’anima e il corpo.
È la storia di un bambino che assiste all’uccisione della sua famiglia e allo stesso tempo viene brutalmente morso da un lupo mannaro; è una storia di trasformazione, di un essere umano che viene messo in ginocchio, che si piega ma non si spezza. Pur essendo in mezzo a uomini spietati riesce comunque a seguire la sua luce, il ricordo dei genitori, della sorella e i valori da essi trasmessi, valori tanto forti da venire fuori anche nei momenti in cui avrebbero dovuto rimanere nascosti; un giovane uomo cresciuto troppo in fretta.

Sto annegando nel dolore, sto per cedere e dire che farò qualsiasi cosa, ma sento il mio lupo strofinare il suo pelo contro il mio cuore, aprire i cassetti dei ricordi e mostrarmi la mia famiglia, la mia promessa di vendetta e la mia anima. Nei suoi occhi di lupo trovo il coraggio di essere me stesso.”

Il rapporto che si viene a creare con il suo lupo interiore è qualcosa di indescrivibile, tanto che verrebbe voglia di cercarlo anche dentro noi stessi. È amicizia, salvezza e redenzione.
È un racconto potente: il suo passato con momenti violenti in un branco fondato sull’odio e la vendetta; il suo presente, con il suo branco che venderebbe l’anima al diavolo per proteggersi a vicenda, e il suo futuro, con la sua anima gemella e la speranza di una vita migliore, con la consapevolezza di essere amato, di poter amare, di essere una persona migliore e di essere… felice.

Voglio farti una promessa” sussurrai. […] “Un giorno, vivremo ogni singolo istante solo per noi stessi e per coloro che amiamo.” La baciai, poi chiusi gli occhi appoggiando la fronte alla sua. “Ti amerò e sarò al tuo fianco per tutta la vita.”

Voto: 💥💥💥💥💥

Fonte: Romanticamente Fantasy

Recensione: "Il Sangue della Luna" di Elena Bertani e Elisabetta Tadiello (Lupi di Sangue#1)




Trama

Anastasia è una licantropa, ma non una qualsiasi, è una lupa di sangue.
Fin da quando era bambina ha provato il dolore della trasformazione nella sua forma animale, la gioia della corsa tra i boschi e la frenesia della caccia. Nessuno ha morso la sua candida pelle eppure lei è così, mezza umana e mezza lupa.
Vive con il padre adottivo e il resto del branco a Malcesine, un paesino affacciato sulla sponda orientale del Lago di Garda. Con la fredda limpidezza dell’acqua di fronte agli occhi e la maestosità delle montagne alle spalle, Anastasia si sente felice e protetta da ogni pericolo. Vive una vita comune, facendo la ballerina di notte e la cameriera di giorno.
La sua routine viene stravolta quando nella piccola città si verificano una serie di omicidi particolarmente brutali. Il branco capisce subito che dietro ad essi si nasconde l’azione di altri licantropi.
Con la comparsa di queste morti improvvise, Anastasia si trova a dover fare i conti con il proprio passato. Ogni sua convinzione cade in frantumi e si ritrova catapultata in una lotta per il potere che dura da secoli.
Un branco di lupi arriva dal Canada per aiutarla, e porta con sé lotte, amori e gelosie. Anastasia ne sarà travolta e solo con l’aiuto e il supporto di chi le è caro, potrà affrontare queste difficoltà. Gli assassini si nascondo tra il verde del bosco e il grigio del cemento. Verranno scoperti in tempo? O i soli in grado di fermarli, moriranno senza lasciare speranze? Sarà una lotta contro il tempo e Anastasia dovrà risvegliare il potere del sangue e la magia della luna per salvare coloro che ama.

Recensione

A pochi è permesso di vedere il futuro, la maggior parte vede solo il presente e sono davvero rari quelli che possono vedere il passato.”

Anastasia è un licantropo ma non uno di quelli “normali”, quelli che vengono trasformati dopo essere state morsi, no, lei è una Lupa di sangue. Pochissimi hanno questo privilegio e questo li rende estremamente preziosi. Lei, però, non lo sa. Così, quando viene messa di fronte alla verità, il mondo le crolla addosso. Non solo per la rivelazione ma per tutto quello che c’è dietro, ovvero le bugie che le hanno sempre raccontato le persone a lei care, la vita che non ha mai vissuto e soprattutto i genitori che non ha mai conosciuto. È una ragazza forte che non si fa abbattere da quello che le sta capitando e, soprattutto, pensa di non avere bisogno di niente e nessuno.

Non ero più io a correre nel bosco, ma un grosso lupo nero di sessanta chili, con macchie grigio fumo sul finire delle zampe posteriori e sotto il mento. La punta delle orecchie tese era bianca con un ciuffo sbarazzino diritto verso il cielo. Saltavo, correvo e curvavo. Sentivo i piccoli animali sgattaiolare nelle loro tane appena prima del mio arrivo e fuggire dal predatore che ero per loro. Ma io non ero interessata, avevo ancora la vista annebbiata per le lacrime versate e tremavo visibilmente. Ancora non riuscivo a capacitarmi del fatto che il mio bel mondo stesse cadendo a pezzi”

Insomma, in poco tempo, si ritrova ad essere un’altra persona. Come se non bastasse, nella cittadina in cui vive con il suo branco, iniziano ad accadere strani omicidi e tutto sembra portare alla ricerca di Anastasia.
Per questo motivo, John (il padre adottivo di Anastasia) decide di chiamare un altro branco per aiutarlo nella protezione della figlia. Capeggiato da Daniel, il branco è ricco di personaggi forti, chi per una cosa, chi per un’altra ma quello che colpisce immediatamente Anastasia è Riley eeeeee… bè, un lupo tanto bello e misterioso quanto glaciale e scontroso, con una storia, una storia che fa capire le sue paure e il suo essere diventato quello che è.

Mi hanno rapito e portato in una specie di campo militare dove ero costretto a combattere con altri lupi. Sono rimasto segregato per cinque anni, ho rischiato di morire per le botte così tante volte che ormai non lo ricordo più.”

Quando si incontrano per la prima volta, qualcosa cambia. E le certezze che fino a quel momento, entrambi avevano rispetto all’amore, vanno a farsi benedire. Il loro è un sentimento che cresce piano piano, si vedono, si scoprono, si trovano e si amano, nonostante sappiano che il loro è un amore clandestino e che per il bene di entrambi i branchi non potrà esistere.

Non ce la faccio” singhiozzai, meravigliando persino me stessa. “Non sono più io. Lui è sempre qui.” Mi passai le mani aperte sul cuore e sulla testa. “E’ una presenza costante che non riesco a scacciare. Il muro che avevamo creato è caduto come un castello di carta, prima ancora che la luna fosse alta.”

Ma “Il sangue della luna” non è solo una storia romantica. È un romanzo ricco di colpi di scena, dove l’avventura e la scoperta di quello che rischiano questi magnifici licantropi, ti costringono a proseguire nella lettura.

Noi viviamo come ombre, nessuno ci nota eppure siamo ovunque,cerchiamo e uccidiamo. Ognuno di noi ha superato prove, e ha fatto un giuramento sul sangue. Siamo vincolati a questa causa e finché non saranno tutti morti non avremo finito.”

Ci sono lotte, scene violente e, ugualmente, momenti dolcissimi: tra Anastasia e il piccolo Lucas, un bimbo che durante lo scorrere delle pagine diventerà un fratellino anche per voi; tra la protagonista e il suo padre adottivo John, così come con Daniel, con il quale allaccerà un vero e proprio rapporto di odio e amore, perché… questo sta a voi scoprirlo.
Ma è proprio questo ciò che si legge tra le righe del romanzo: non è il sangue a creare un legame. Il sangue è vita, è potere, è privilegio, ma sono le persone che, volendosi bene, fidandosi l’una dell’altra e rispettandosi, possono formare una famiglia e, in questo caso, un magnifico Branco.
Essendo la prima opera di Elena e Elisabetta, si notano alcune sbavature nelle descrizioni che vengono, però, compensate con le sensazioni che riescono a trasmettere.
Detto questo, non posso fare altro che consigliarvi di leggere Il sangue della luna e entrare a far parte di questo splendido Branco!

Voto: 💥💥💥💥

Fonte: Romanticamente Fantasy

Recensione: "Nuova Terra" di Dilhani Heemba (Terra Nuova #1)




Trama
La Terra come la conosciamo è cambiata, è cambiato il suo aspetto e la sua popolazione: a Nuova Eyropa, oltre alla Razza Umana, vivono la Razza dei Lupi Grigi e la Razza delle Tigri Bianche, uomini in grado di trasformarsi nei rispettivi animali e in conflitto tra loro da più di cento anni. Shayl’n Til Lech, cresciuta come Umana in un orfanotrofio, impara a conoscere la povertà, a combattere con i pugnali e a odiare e temere i Lupi, le Tigri e la loro guerra. Gli occhi di Shayl’n hanno una strana colorazione, che lei crederà sia solo un brutto scherzo del destino, fino a quando non verrà rapita da un gruppo di Tigri Bianche. Con loro dovrà affrontare la sua natura di Mezzosangue, la trasformazione imminente, la sua eredità nascosta per anni, il potere del suo sangue e della sua mente, la disperazione della morte, le ragioni della guerra e le mille sfaccettature dell’amore.Attraverso territori ammantati di neve, deserti sabbiosi, città vecchie e nuove, dovrà lottare per se stessa e per le persone che ama con ogni mezzo: pugnali, pistole, artigli, seduzione e sentimenti.

Recensione

Solo il futuro può dire quanto siano vere queste parole: innamorarsi è facile, amare è un combattimento in cui credere, e vivere l’amore è sempre una scommessa.”

La Terra così come la vediamo ora, non esiste più. Nel 2012 una serie di terribili terremoti ha cambiato totalmente l’ordine dei continenti, distruggendone alcuni e facendone nascere di nuovi. E si sa, in fase di cambiamento o ti adatti o muori. Nei 200 anni successivi, alcuni team di dottori e scienziati hanno deciso di creare l’essere perfetto per vivere in questa Nuova Terra, mescolando del sangue umano a quello dei lupi – creando i Bamiy – e anche a quello delle tigri, creando i Tiouck. Così ci ritroviamo ad avere il regno dei Lupi grigi, che governa il nuovo mondo, quello delle tigri bianche, perennemente in lotta per la caduta dei dittatori, e gli umani, considerati al pari degli schiavi. La nostra protagonista, Shayl’n Til Lech, è una ragazza di 19 anni, senza genitori, cresciuta in un orfanatrofio insieme a tanti altri bambini, con in comune il triste destino dell’essere stati abbandonati dai propri genitori oppure di averli persi. Ciò che la differenzia dagli altri, però, è il colore degli occhi:

“…i miei occhi avevano un difetto nel colore: un cerchietto verde che circondava la pupilla, nera e liquida come il resto dell’iride.” … Ed era, invero, un difetto notevole in un mondo dove gli Umani avevano gli occhi neri o marroni.”

Quello che ancora Shayl’n non sa, è che non è affatto un caso: lei rappresenta il mix perfetto e letale dell’unione genetica tra le varie specie. Proprio per questo, durante una gita con i bambini dell’orfanotrofio, viene rapita.

Lui riuscì ad afferrarmi una gamba facendomi cadere a faccia in avanti. “Lasciami!” strillai, tra paura e rabbia. “Non ci penso proprio”, disse atono nella mia lingua, lo iuropìan romanzo. Mi salì sulla schiena con un ginocchio e mi immobilizzò, facendomi respirare a fatica, con la guancia schiacciata a terra. Mi prese l’altra mano e la legò alla prima. “Visto? Non vai da nessuna parte.”

Chi sono e, soprattutto, cosa vogliono queste persone da lei? Sono guerrieri, pronti a tutto pur di soddisfare i desideri del re. Il re che, appena scoperta la sua esistenza, ha ordinato la sua cattura. Ed è così che lei incontra Dahal. Lui è il capobranco delle Tigri nonché l’erede nella linea di successione del trono. È spietato. Dannatamente veloce, forte e – mannaggia la miseria! – pure bello.

Ho visto uccidere uomini, donne e bambini, e ho ucciso uomini, tanti, troppi, perché è sempre troppo. Non ti abitui mai, ma inizi ad accettarlo, per te e quelli intorno a te. Ci sono cose, invece, che non si possono accettare, che vanno al di là. E quelle non le accetto. Da parte di nessuno e su nessuna vittima, fosse anche la figlia del mio peggior nemico.”

Shayl’n si innamora del suo aguzzino. Da subito infatti lei lo “vede” e “sente” la sua anima. È un amore travolgente, dolce ma passionale, quello che lentamente ti divora, ma che in un attimo può finire.

Tu sei più di quanto io meriti”, sussurrò. Lo cinsi di nuovo con le braccia e lo baciai. “Non so cosa meriti tu, ma tu sei tutto quello che voglio io, amore.”

Tutto questo è raccontato e contestualizzato in paesaggi magnifici. L’autrice è maledettamente brava in ciò: riesce a dar vita a nuove realtà, facendoci quasi credere che alla fine la Terra diventerà realmente così come lei la descrive. Con le tematiche ambientali di cui tratta, vuole lanciare un messaggio forte e chiaro: se continuiamo a far del male alla nostra Terra, ben presto ne pagheremo le conseguenze. È brava anche in qualcos’altro però: i suoi personaggi femminili hanno sempre una marcia in più. Shayl’n è una tipa tosta, anche se troppo istintiva; cresciuta con niente, apprezza tutto ciò che le viene offerto, come ad esempio quando si affeziona in fretta ai piccoli personaggi secondari che le offrono quell’affetto che a lei è mancato durante l’infanzia. Su tutti, la piccola Nilmini che diventa la sorellina adottiva e per la quale nutre un profondo sentimento incondizionato, che solo i bambini posso dare.

Strinsi Nilmini a me e restai stretta a lei per due giorni, portandomela in braccio, ovunque andassimo. Come se fosse lei a dover salvare me, come se fosse lei a potermi proteggere.”

Ma anche Dahal non scherza… Un uomo di valore, sa sempre qual è la cosa giusta da fare, e quella corazza che il suo ruolo gli impone di indossare viene scalfita e sgretolata come roccia dal vento, da questa piccola e temeraria creatura che è fatta, al contempo, di istinto e pace interiore.

Aspettavo che una cosa divertente e piena di energia mi travolgesse. Qualcosa di misteriosamente dolce, ingenuo e puro. Aspettavo che qualcosa di bello ci fosse anche nella mia vita. Sì, aspettavo proprio te.”

Ho conosciuto Dilhani leggendo la sua ultima, travolgente opera “Tiger Fighters”, e mai avrei pensato di provare un simile trasporto per un altro suo romanzo. Molto diverso perché in questo prevale il lato romance, ma ugualmente interessante. L’autrice sa decisamente scrivere, anche se ho avuto l’impressione che abbia voluto “allungare” un po’ il romanzo, ribadendo più e più volte gli stati d’animo della protagonista, rendendolo così, a tratti, ripetitivo. Pregevoli e realistiche le scene di lotta che descrive, pur avendo come protagonisti dei personaggi di fantasia.
Riuscirà l’amore a prevalere su tutto e tutti? Riuscirà Shayl’n a porre fine a una guerra che dura da secoli? Be’, questo spetta a voi scoprirlo…
Insomma, consiglio vivamente il romanzo a chi desidera leggere una storia d’amore, in una Nuova Terra, circondata da splendidi Lupi Grigi dagli occhi verdi e maestose Tigri Bianche dagli occhi azzurri.

Voto: 💥💥💥💥

Fonte: Romanticamente Fantasy

Recensione: "Tiger Fighters - Il nodo del Tempio" di Dilhani Heemba (Tiger Fighters #1)




Trama


Un’assassina senza scrupoli, accecata da un odio irrazionale che la distrugge.
Combattenti che sperano in un mondo più giusto.
Un’India distopica, minacciata da demoni orientali e difesa da uomini con sangue di Shiva…
***
L’India ha distrutto l’Occidente e ora ha un governo dittatore che inquina il mondo. I Tiger Fighters, in cambio del sangue di Shiva, hanno promesso di combattere i demoni e il governo, erigendo templi e stringendo nodi, distruggendo fabbriche e assassinando. 
La famiglia di Daksha è stata allontanata quando suo padre li ha maledetti, ritenendoli responsabili della morte della madre. Anni dopo, il padre incendia un tempio per vendicarsi e scioglie involontariamente uno dei nodi che trattiene i padri dei demoni, i rakshasa. I Tiger Fighters partono alla ricerca di Daksha, nella speranza che possa rivelare loro dove sia l’uomo e obbligarlo a rifare i nodi. Daksha, però, li ha rinnegati per tutta la vita, crescendo in fretta sulle strade di Delhi, tra incontri clandestini e cacce ai demoni e frequentando gli ambienti più marci dei ricchi imprenditori e, proprio ora che è a capo del gruppo governativo che combatte sul campo i Tiger Fighters, non ha alcuna intenzione di stare dalla loro parte. O almeno crede. Perché la strada della vendetta non appare più così facile, quando ci sono di mezzo le ingiustizie, la morte e un passato non del tutto privo di ricordi felici che ora sembra darle la caccia.

Recensione

Ci sono cuori che nel caos si ritrovano, ci sono battiti che urlano più forte dei demoni di questo mondo.”

Tiger Fighters è un libro “cazzuto” (consentitemi il termine). Tutto, lì dentro, dalla storia ai personaggi, è architettato (quasi) perfettamente.
Narra di un’India distopica, devastata, dove sempre più gente muore a causa dell’aria inquinata che crea malattie micidiali; dove i ricchi possono permettersi aria pulita vivendo sotto cupole incontaminate mentre i poveri, vivendo negli “slum”, non possono godere di tanta fortuna e troppo spesso devono arrendersi al destino. Vige un Governo dittatore che pensa solo alla nicchia benestante e, come in tutto, c’è sempre la controparte ribelle. Entrano in gioco i Tiger Fithers: un gruppo di guerrieri che non guarda in faccia niente e nessuno.

Siamo Tiger Fighters, dobbiamo annientare questo Governo, siamo terroristi, Sharma, terroristi: noi le persone le uccidiamo, perché il Governo deve sapere che non molleremo.”

Oltre alle questioni politiche, lottano per salvare il mondo dai demoni. Entità subdole che si nascondono nei corpi dei bambini perché facili prede, e l’unico modo per sterminarli è uccidere l’ospite stesso, con una brutalità non adatta a lettori facilmente impressionabili.

Si chiamano rakshasa, hai presente? Si, proprio quelli che ti raccontavano da piccolo per spaventarti.” “Veramente…” “Ecco”, lo interruppi, perché della sua infanzia mi interessava davvero poco. “Fino a ora abbiamo avuto sulla terra i loro figli, quelli che noi chiamiamo demoni e che hanno una maggiore capacità di raggiungere il nostro mondo, in quanto riescono ad attraversare i portali con i loro corpi, se così si possono chiamare.”

La protagonista si chiama Daksha, è una ragazza di 16 anni troppo provata dalla vita. Figlia di un padre alcolizzato, distrutto dalla prematura perdita della moglie e sorella di Mili, una bambina malata incurabile. Feroce e spietata combattente, Daksha entrerà a far parte dei Tiger fighters che presto dovrà lasciare per far fronte alle spese mediche della sorellina. Si prostituirà. Diventerà il capo dei Black Men come una mercenaria con il compito di annientare quella che, fino a poco tempo prima, considerava la sua famiglia.
È forte caratterialmente, pronta a tutto pur di raggiungere il suo scopo, persino sacrificare se stessa per il bene dei suoi cari.

Mi sono sempre chiesta perché la prostituzione fosse solo da un verso, perché a vendersi fosse chi offriva il proprio corpo, quando ci sono uomini capaci di darti tutto, soldi, posizioni, forse anche la propria anima, per un misero buco nemmeno troppo bagnato. Chi è il vero venduto?”

È affiancata da Kajal una dolce ragazzina che ha salvato dalla sottomissione di un padrone che decideva per lei. Vede in lei la bontà, l’ingenuità, la dolcezza allo stato puro e l’amore, incondizionato sotto forma di amicizia. Kajal, al contempo, vede in lei un esempio, una giovane donna da imitare e che diventerà presto il centro del suo mondo.
Poi c’è Keyton. Capo dei Tiger Figthers, da sempre innamorato di lei. Un amore però impossibile perché entrambi viaggiano su due binari diversi. Lui deve uccidere lei. Lei deve uccidere lui.
Tantissime le scene di lotta. Combattimenti all’ultimo sangue senza esclusioni di colpi, crudi e descritti nei minimi particolari.

Sia lui che Ravih impugnarono i fucili, insieme ad altri due ragazzi, aspettandosi di vedere altri militari spuntare dai capannoni e puntare su di loro. Tutto ciò che videro, però, furono i corpi dei prigionieri portati ai furgoni, accasciati al suolo; il sangue che colava dalle loro testa.”

Il libro è narrato in prima persona da Daksha, alternato a una terza persona onnisciente che rende la lettura un po’ impegnativa e, a tratti, ripetitiva.
L’autrice usa termini propri delle lingue hindi e tamil e parla di culti religiosi e divinità. In particolare di Shiva, dal quale è nata tutta la storia.

“…Shiva era pieno di contraddizioni, era come un monsone, devastante e benefico per le terre coltivate. Come si fa a essere il Distruttore e il Creatore insieme? Come si fa a essere dolci e violenti? Shiva era tutto questo: i suoi miti si perdevano tra storie di amore e di crudeltà, di danze e di sesso, di filosofia e antropofagia.”

Crea un mondo duro, cattivo, ma allo stesso tempo lascia spazio ai sentimenti. Quelli che ti nascono nel profondo dell’anima, che aiutano a superare le difficoltà, i torti subiti e che rimarginano le ferite.
Consiglio il libro? Si, ma solo se si è pronti a leggere una storia diversa, esplosiva e se si ha uno stomaco ben collaudato.
Tiger Fighters è simile ad un cioccolatino: piano piano lo scarti, addenti la parte dura per poi arrivare al cuore morbido, ma che può nascondere un sapore amaro.


Ridi, spera, combatti”

Voto: 💥💥💥💥

Fonte: Romanticamente Fantasy