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lunedì 20 marzo 2017

Recensione: "Carve the Mark" di Veronica Roth



Trama


In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzarne il futuro. CYRA è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui possa immaginare. AKOS è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia. Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l’unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi. Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l’un l’altro. Carve the Mark – I predestinati è un racconto sul potere, l’amicizia e l’amore in una galassia carica di doni inaspettati. 


                                        Recensione

Veronica Roth. Un nome inciso nel mio cuore da quando lessi la serie Divergent; non potete immaginare quante volte ho pensato di tatuarmi le fazioni e il simbolo dei Divergenti (e magari lo faccio). Una serie che ho amato tantissimo, dall’inizio alla fine, e che rimarrà sicuramente nei primi 3 libri in classifica (il primo è Harry Potter).
Ricordo, come fosse ieri, il post che una mia carissima amica, conoscendomi, ha condiviso sul mio profilo di FB: la cover di “Carve the Mark”, ancora senza data di uscita, un solo puntino sulla linea temporale. Be’, quel puntino è arrivato a destinazione portando con sé forse troppe aspettative.
La creatività della Roth e la sua inventiva, per non parlare della magistrale scrittura, sono cose note e in questo ultimo romanzo non si smentisce.
Siamo in una realtà parallela, la Terra non esiste, esistono solo dei pianeti tutti diversi tra loro e ognuno con una caratteristica particolare. Ciò che li accomuna, però, è la corrente, in tutte le sue sfaccettature.
La corrente fluiva attraverso tutti gli esseri viventi e si mostrava nel cielo in tutti i diversi colori. Come le pietrecarbone. Come le luci dei flottanti che sfrecciavano sopra la sua testa diretti in città.”
Ogni abitante di ogni pianeta ha un donocorrente: un’arma a doppio taglio perché, a seconda di quello che ti appartiene, puoi essere la persona più importante o la più inutile, puoi avere un potere oppure una maledizione, e non puoi decidere di scappare o semplicemente ignorarlo. Il donocorrente condizionerà ogni singolo istante delle tua vita.
Qui, in particolare, le vite in causa sono due: Akos, ultimo nato di una famiglia importante del pianeta Thuvhe, la cui madre è, nientemeno, che un Oracolo che riesce a vedere il fato di tutti gli esseri viventi; Cyra Noavek, una ragazza con un dono molto particolare, sorella di Ryzek, capo degli shotet, un individuo che ha paura del dolore, ma che non si fa scrupoli a infliggerlo. Cyra e Akos hanno un fato comune: lui perirà al servizio della famiglia Noavek e lei oltrepasserà i confini dei pianeti.
Nelle vene di Cyra scorre il dolore e per lei è una sorta di maledizione: chiunque entra in contatto, anche solo per un secondo, con una parte scoperta del suo corpo, patisce le pene dell’inferno. Cyra conosce solo un tipo di vita: quella nella quale suo padre, fin da quando era bambina, le impartiva lezioni cariche di violenza; quella in cui è succube del fratello che la obbliga a usare il suo donocorrente, di modo che lui possa governare sul suo pianeta; quella in cui solo sua madre era l’unica a preoccuparsi per lei, dal profondo del cuore.
Una vita passata in isolamento, a studiare, leggere e a osservare le vite altrui.
I soldati mi chiamavano “il Flagello di Ryzek”, uno strumento di tortura nelle sue mani; e infatti il modo in cui mi guardava era lo stesso in cui guardava un’arma ben fatta. Ero solo un pugnale per lui.”
Tutto questo cambia quando Akos e suo fratello maggiore Eijes vengono rapiti dalla loro casa e portati al cospetto di Ryzek. Eijes è il futuro oracolo e il terribile sovrano vuole usarlo per conquistare tutti gli altri pianeti. Akos, grazie al suo potere, viene obbligato a diventare una sorta di antidolorifico da viaggio: dovrà infatti seguire costantemente Cyra alleviando le sue sofferenze.
Così, piano piano, i due giovani imparano a conoscersi, curano l’uno le ferite dell’altra, rimarginano le zone d’ombra dell’anima e, cosa più importante, si marchiano a vicenda: è consuetudine, infatti, che ogni volta che qualcuno uccide una persona, l’assassino si faccia un leggero taglio sul braccio.
Inutile dire quanti ne ha Cyra.
La morte è una benedizione in confronto al dolore che ho provocato. Per cui commemoro le sofferenze che ho inflitto, non le morti. Ogni marchio è una persona a cui ho fatto del male perché Ryzek me lo ha ordinato.”
Ben presto i due ragazzi capiscono che tutto quello che fa Ryzek è sbagliato e decidono di ribellarsi.
Assisteremo ad allenamenti estenuanti, alleanze che si formeranno e ad altre che si distruggeranno, leggeremo di segreti e di macchinazioni che solo una mente come quella di Veronica Roth può partorire.
Non posso raccontare di più, il libro è uscito da poco e non voglio rovinare la vostra lettura.
Ed ecco che arriva, per me, il momento tragico, quello in cui mi tremano le mani perché devo dire cose che vorrei non dire, perché ogni volta che leggo un libro spero di non dover mai scrivere un MA… e invece, mi tocca scriverlo.
Un paio di cose non mi hanno del tutto convinta: la troppa somiglianza con la, ormai conosciutissima, saga Shatter me di Thahereh Mafi, ahimè scritta molto tempo prima; la scelta dei punti di vista, quello di lei in prima persona, che ci fa calare perfettamente nel personaggio, alternato a quello di lui, in terza, che purtroppo non rende altrettanta giustizia a quello che lui è. Ricordo perfettamente “Allegiant”, l’ultimo libro della saga Divergent e l’unico della trilogia ad avere i POV di entrambi i personaggi in prima persona… ha reso il protagonista maschile qualcosa di indescrivibile. Ecco, mi sarebbe piaciuto fosse accaduto anche con Akos, che di cose da raccontare ne ha.
Com’è Cyra Noavek?” gli chiese lei. “È…” Akos scosse la testa. Come descrivere un’intera persona su due piedi? Era dura come la carne essiccata. Amava lo spazio. Sapeva ballare. Era troppo brava a far male alla gente. Era… be’, era Cyra.”
Carve the Mark” è un libro di azione, fantascientifico, crudo e i suoi personaggi sono al tempo stesso ingenui e forti; il progressivo legame che si viene a creare tra i due ragazzi, la consapevolezza che per sopravvivere qualcuno deve morire, il coraggio di prendere decisioni più grandi di loro lo rendono una bomba a orologeria.

Voto: 💥💥💥💥

Fonte: Romanticamente Fantasy

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