Trama
In
una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni
uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di
influenzarne il futuro. CYRA è la sorella del brutale tiranno che
regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere
provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello
per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un’arma nelle mani
del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui
possa immaginare. AKOS è il figlio di un contadino e di una
sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo
generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia.
Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l’unico
suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che
costi. Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo
di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si
mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta
drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o
distruggersi l’un l’altro. Carve the Mark – I predestinati è
un racconto sul potere, l’amicizia e l’amore in una galassia
carica di doni inaspettati.
Recensione
Veronica
Roth. Un nome inciso nel mio cuore da quando lessi la
serie Divergent; non potete immaginare quante volte ho
pensato di tatuarmi le fazioni e il simbolo dei Divergenti (e magari
lo faccio). Una serie che ho amato tantissimo, dall’inizio alla
fine, e che rimarrà sicuramente nei primi 3 libri in classifica (il
primo è Harry Potter).
Ricordo,
come fosse ieri, il post che una mia carissima amica, conoscendomi,
ha condiviso sul mio profilo di FB: la cover di “Carve the Mark”,
ancora senza data di uscita, un solo puntino sulla linea temporale.
Be’, quel puntino è arrivato a destinazione portando con sé forse
troppe aspettative.
La
creatività della Roth e la sua inventiva, per non parlare della
magistrale scrittura, sono cose note e in questo ultimo romanzo non
si smentisce.
Siamo
in una realtà parallela, la Terra non esiste, esistono solo dei
pianeti tutti diversi tra loro e ognuno con una caratteristica
particolare. Ciò che li accomuna, però, è la corrente,
in tutte le sue sfaccettature.
“La
corrente fluiva attraverso tutti gli esseri viventi e si mostrava nel
cielo in tutti i diversi colori. Come le pietrecarbone. Come le luci
dei flottanti che sfrecciavano sopra la sua testa diretti in città.”
Ogni
abitante di ogni pianeta ha un donocorrente: un’arma
a doppio taglio perché, a seconda di quello che ti appartiene, puoi
essere la persona più importante o la più inutile, puoi avere un
potere oppure una maledizione, e non puoi decidere di scappare o
semplicemente ignorarlo. Il donocorrente condizionerà ogni
singolo istante delle tua vita.
Qui,
in particolare, le vite in causa sono due: Akos, ultimo nato di una
famiglia importante del pianeta Thuvhe, la cui madre è, nientemeno,
che un Oracolo che riesce a vedere il fato di tutti gli esseri
viventi; Cyra Noavek, una ragazza con un dono molto particolare,
sorella di Ryzek, capo degli shotet, un individuo che ha paura del
dolore, ma che non si fa scrupoli a infliggerlo. Cyra e Akos hanno un
fato comune: lui perirà al servizio della famiglia Noavek e lei
oltrepasserà i confini dei pianeti.
Nelle
vene di Cyra scorre il dolore e per lei è una sorta di maledizione:
chiunque entra in contatto, anche solo per un secondo, con una parte
scoperta del suo corpo, patisce le pene dell’inferno. Cyra conosce
solo un tipo di vita: quella nella quale suo padre, fin da quando era
bambina, le impartiva lezioni cariche di violenza; quella in cui è
succube del fratello che la obbliga a usare il suo donocorrente,
di modo che lui possa governare sul suo pianeta; quella in cui
solo sua madre era l’unica a preoccuparsi per lei, dal profondo del
cuore.
Una
vita passata in isolamento, a studiare, leggere e a osservare le vite
altrui.
“I
soldati mi chiamavano “il Flagello di Ryzek”, uno strumento di
tortura nelle sue mani; e infatti il modo in cui mi guardava era lo
stesso in cui guardava un’arma ben fatta. Ero solo un pugnale per
lui.”
Tutto
questo cambia quando Akos e suo fratello maggiore Eijes vengono
rapiti dalla loro casa e portati al cospetto di Ryzek. Eijes è il
futuro oracolo e il terribile sovrano vuole usarlo per conquistare
tutti gli altri pianeti. Akos, grazie al suo potere, viene obbligato
a diventare una sorta di antidolorifico da viaggio: dovrà infatti
seguire costantemente Cyra alleviando le sue sofferenze.
Così,
piano piano, i due giovani imparano a conoscersi, curano l’uno le
ferite dell’altra, rimarginano le zone d’ombra dell’anima e,
cosa più importante, si marchiano a vicenda: è consuetudine,
infatti, che ogni volta che qualcuno uccide una persona, l’assassino
si faccia un leggero taglio sul braccio.
Inutile
dire quanti ne ha Cyra.
“La
morte è una benedizione in confronto al dolore che ho provocato. Per
cui commemoro le sofferenze che ho inflitto, non le morti. Ogni
marchio è una persona a cui ho fatto del male perché Ryzek me lo ha
ordinato.”
Ben
presto i due ragazzi capiscono che tutto quello che fa Ryzek è
sbagliato e decidono di ribellarsi.
Assisteremo
ad allenamenti estenuanti, alleanze che si formeranno e ad altre che
si distruggeranno, leggeremo di segreti e di macchinazioni che solo
una mente come quella di Veronica Roth può partorire.
Non
posso raccontare di più, il libro è uscito da poco e non voglio
rovinare la vostra lettura.
Ed
ecco che arriva, per me, il momento tragico, quello in cui mi tremano
le mani perché devo dire cose che vorrei non dire, perché ogni
volta che leggo un libro spero di non dover mai scrivere un MA… e
invece, mi tocca scriverlo.
Un
paio di cose non mi hanno del tutto convinta: la troppa somiglianza
con la, ormai conosciutissima, saga Shatter
me di
Thahereh Mafi, ahimè scritta molto tempo prima; la scelta dei punti
di vista, quello di lei in prima persona, che ci fa calare
perfettamente nel personaggio, alternato a quello di lui, in terza,
che purtroppo non rende altrettanta giustizia a quello che lui è.
Ricordo perfettamente “Allegiant”, l’ultimo libro della saga
Divergent
e
l’unico della trilogia ad avere i POV di entrambi i personaggi in
prima persona… ha reso il protagonista maschile qualcosa di
indescrivibile. Ecco, mi sarebbe piaciuto fosse accaduto anche con
Akos, che di cose da raccontare ne ha.
“Com’è
Cyra Noavek?” gli chiese lei. “È…” Akos scosse la testa.
Come descrivere un’intera persona su due piedi? Era dura come la
carne essiccata. Amava lo spazio. Sapeva ballare. Era troppo brava a
far male alla gente. Era… be’, era Cyra.”
“Carve
the Mark” è un libro di azione, fantascientifico, crudo e i suoi
personaggi sono al tempo stesso ingenui e forti; il progressivo
legame che si viene a creare tra i due ragazzi, la consapevolezza che
per sopravvivere qualcuno deve morire, il coraggio di prendere
decisioni più grandi di loro lo rendono una bomba a orologeria.
Voto: 💥💥💥💥
Fonte: Romanticamente Fantasy

Nessun commento:
Posta un commento